
Il titolo potrebbe sembrare banale. Forse lo è, ma, come è bene fare sempre, è meglio non fermarsi al titolo. Da studente appena "maturato" posso finalmente fare un resoconto, in breve, di ciò che è stata per me la scuola. Come ogni altro studente vivente, ho aspettato con ansia la fine di questo percorso (a tratti in salita) emozionante. Ho avuto la possibilità di mettermi di fronte a idee e pareri delle volte discordanti con i miei, ho cambiato la mia "ideologia" durante l'ultimo triennio, grazie soprattutto ad alcuni scontri verbali mi sono informato sempre più ed ho potuto acquisire un po' di cultura della mia terra. Ed è qui che mi voglio soffermare, sulla cultura, sulla conoscenza delle proprie radici. Perché nel titolo ho parlato di "occasioni mancate"? Ecco, nel titolo mi riferivo proprio alle occasioni che la scuola sarda ha perso (volontariamente o meno) per quanto riguarda la costruzione di una coscienza nei ragazzi. Lo studio mancato della nostra letteratura, della nostra storia, della nostra lingua hanno portato ad un impoverimento delle menti dei ragazzi (me compreso) che non solo danneggia la singola persona, ma la comunità intera. Il problema più grande presente in Sardegna è proprio la mancanza di una "coscienza nazionale" che ha portato i sardi ad attuare scelte discutibili. Tutto ciò potrebbe sembrare un minestrone di nulla, ma in realtà è tutto collegato. Le radici di questo grave problema stanno proprio nella scuola e nell'istruzione, gestite da uno stato coloniale che ha deliberatamente eliminato tutto ciò che ci riguarda dai testi scolastici, riducendoci a popolo che ha sempre e solo subito dominazioni da parte di altri.
Cosa si può fare per cambiare le cose? La mia idea è quella di integrare al classico programma delle lezioni di storia sarda (magari in sardo) e sugli autori sardi (Lussu non è presente nemmeno nei libri di testo) e letteratura sarda. Da quel che ho potuto notare tanti docenti (delle scuole primarie e medie soprattutto) stanno già facendo lavori di questo tipo, ma in tanti si trovano in difficoltà soprattutto a causa dei tempi stretti della scuola, ma anche dal poco interesse mostrato da parte degli alunni stessi. A chi invece vorrebbe studiare a scuola qualcosa sulla Sardegna ma si vede "bloccato" da terzi, beh, l'unica cosa che ci resta è l'informarsi autonomamente, senza lasciare il programma scolastico.
Negli ultimi tre anni mi sono informato tantissimo, e alla fine ho deciso di portare alla maturità una tesina sulla storia sarda, e non è dispiaciuta.
P.s. in futuro potrei pubblicarne alcuni spezzoni, soprattutto quelle parti che riguardano il giudicato d'Arborea...
Link della versione in sardo dell'articolo: http://sardignaterranosta.blogspot.it/2017/07/simportu-de-sa-scola-is-ocasiones.htmlAlessandro Boi
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