Democrazia a badilate

Per la prima volta da quando è nato il blog uscirò dai confini nazionali sardi per parlare di quel che riguarda la democrazia in Europa. Voglio cominciare dall'indipendenza della Catalogna, In poche parole, la Spagna sta mostrando a tutto il mondo che nei suoi organi ufficiali è molto presente una radice franchista (termine che indica il regime spagnolo di Francisco Franco terminato negli anni '70). Madrid ha dichiarato che il referendum catalano è anti democratico perché va a colpire i confini del Regno Spagnolo e, soprattutto, l'economia di quest'ultimo. Diversamente da come pensavo, in tanti hanno mostrato solidarietà e vicinanza alla nazione catalana, compreso il presidente sardo, Pigliaru. Apro una parentesi per dire due cose sopra queste dichiarazioni. Le parole di Pigliaru vanno bene per sostenere la causa catalana, ma non va ignorato il fatto che anche lo stato italiano, nella sua Costituzione, ha un articolo (il 5°) che eventualmente bloccherebbe un referendum per l'indipendenza di qualsiasi territorio politicamente italiano, e quindi c'è poco da fare la morale agli altri.
Volendo continuare il discorso sulla democrazia in Europa, solo il Regno Unito ha dimostrato di essere più “aperto”, a differenza degli altri stati (esclusi quelli che definirei “di un altro pianeta”), dando la possibilità sia agli scozzesi sia agli inglesi di decidere il proprio avvenire con il voto.
Per finire, io sto con la Catalogna, ma non solo perché sono indipendentista, ma perché in gioco vi è la libertà di un popolo che ha lavorato tanto per ottenere i risultati che oggi sono sotto gli occhi di tutti, e che merita, almeno, la possibilità di scegliere il suo futuro. I sardi dovrebbero prendere esempio dai catalani, che si sono uniti per una causa comune, senza le fesserie che oggi dividono ancora i partiti sardi.
Speriamo di leggere, il primo di ottobre, che in Catalogna ha vinto il “si”, e, magari, fra 50 anni, di poterlo leggere anche noi per la Sardegna...

Alla prossima!  

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