Come in ogni tornata elettorale, anche per le europee ho deciso di scrivere qualcosa, non tanto per esprimere le mie intenzioni di voto, ma per far emergere un problema che ci danneggia come cittadini sardi.
Come avrete potuto leggere nella vostra tessera elettorale, la Sardegna è inserita nel collegio "insulare", insieme alla Sicilia. Nulla di scandaloso, verrebbe da pensare. Il problema sorge al momento del voto. La Sardegna gli elettori (coloro che hanno diritto di voto, avendo compiuto 18 anni) sono 1.470.404, mentre in Sicilia circa 4,5 milioni. I seggi riservati alle isole sono 6.
Con questa divisione antidemocratica dei collegi insulari, la Sardegna non ha possibilità di eleggere alcun europarlamentare, se non in rari casi eccezionali (come accaduto nel 2014, quando vennero eletti 3 europarlamentari sardi, ma solo a causa di problemi collegati alle liste siciliane, dunque per puro caso).
Ancora una volta, dunque, la Sardegna si trova svantaggiata a causa delle scelte dello Stato Italiano.
Pensate, la comunità germanofona del Belgio sarà rappresentata con 1 seggio a Bruxelles, pur avendo solo 71 mila abitanti! Come se solo la città di Quartu Sant'Elena avesse per se un collegio.
La rivisitazione del collegio insulare può essere attuata all'interno dello stesso Parlamento italiano, e in passato è stato fatto qualche tentativo per far si che venisse istituito il collegio unico "Sardegna", senza ottenere i risultati sperati, anche a causa di alcuni parlamentari sardi.
Conseguentemente, mi vedo costretto a disertare le urne, un po' per protesta, un po' per mancanza di un reale rappresentante delle mie idee tra i candidati. Andrò a votare per le elezioni europee quando la Sardegna otterrà il uso collegio unico, prima di allora non vedo altra alternativa al non voto, e chi mi conosce sa quanto non mi piaccia lasciare agli altri il potere decisionale.
#CollegioUnicoSardegna

Commenti
Posta un commento