Cosa è il parassitismo? Il parassitismo è una forma di simbiosi in cui l'ospite (parassita) sfrutta l'organismo ospitante traendone vantaggio, a discapito del protagonista (l'ospitante, appunto).
In poche parole, si può riassumere con questa definizione il rapporto che perdura tra lo Stato italiano e la Sardegna.
Ho utilizzato la metafora del parassita perché i virus rientrano nella categoria di esseri viventi che sfruttano un ospite per sopravvivere, vi chiederete che c'entra? Alla fine lo capirete.
In tema di virus, la questione che ha riscaldato gli animi negli ultimi giorni riguarda la libera circolazione tra la Sardegna e l'Italia.
Il presidente sardo, Christian Solinas, nell'interesse della salute dei sardi (questo traspare, a prescindere dalle opinioni politiche) ha richiesto che chi avesse in programma di venire in Sardegna, si munisse di una sorta di "certificato di negatività". A seguito di questa proposta, si sono alzati i muri e le critiche di alcuni individui che vivono nel Nord Italia, tra cui quelle del sindaco di Milano, il quale si è "offeso". A difesa della posizione del sindaco della città lombarda, si sono letti tanti commenti da parte di cittadini milanesi, e lombardi in genere. Il che ha portato ad una piccola battaglia social tra sardi (stranamente di ogni colore politico) e italici del nord. Non voglio soffermarmi su questo però.
La proposta del presidente sardo, nel contempo, ha trovato sulla sua strada anche il parere negativo del Ministro per gli affari regionali Boccia, il quale ha bollato come "anticostituzionale" l'idea di Solinas - e anche di altri presidenti di Regione - (appellandosi all'art. 120 della costituzione italiana), senza però porre sul tavolo alcuna proposta per tutelare la salute dei cittadini dello Stato che rappresenta.
Attualmente la Sardegna - anche grazie alla sua favorevole condizione di insularità - si ritrova con un numero di casi positivi molto basso, e con l'emergenza CoronaVirus in via di risoluzione.
La situazione ci deve far stare un po' più tranquilli, ma ciò non significa che da un giorno all'altro si possano far entrare migliaia di persone in Sardegna (qualora, davvero, ci fosse quel flusso di turisti previsto).
Un controllo, per chi entra, ci deve assolutamente essere, e non farlo sarebbe da irresponsabili. Discorso a parte per gli emigrati, ai quali deve essere garantita, ovviamente, la possibilità di poter rientrare nell'isola nella massima sicurezza.
Bloccati in casa per mesi in nome della salute pubblica, dal 3 giugno ci si potrà spostare liberamente. Fino al 4 maggio non ci si poteva allontanare per più di 200 metri da casa senza autocertificazione. Probabilmente anche il virus è rimasto inorridito dalla visione di frecce tricolori e bandiere italiane, e dall'ascolto dell'inno di Mameli "a totu pompa".
Il governo italiano ha anteposto gli interessi di chi detiene il capitale nel Nord Italia, e di chi ha in mano gran parte del turismo (anche il turismo nel nord Sardegna lascia ben poco ai sardi, economicamente parlando), ignorando totalmente le proposte (valide o meno valide) dei presidenti di regione, dimostrandosi uno dei governi più centralisti degli ultimi anni, e sicuramente non di sinistra.
L'apertura dei confini, il via libera al turismo, darà una motivazione in più per non aiutare chi, nel settore turistico, ci vive, facendo sprofondare ancora di più centinaia di attività sarde (e italiane).
Dovrà necessariamente aprirsi un dibattito politico serio, riguardo lo sviluppo economico della nostra Natzione, che non può basarsi solo sul turismo estivo, o sull'economia d'occupazione. E' qui che il movimento natzionalista sardo deve entrare prepotentemente, con proposte serie, unitarie, per il bene della nostra terra.
Dallo Stato italiano non arriverà nulla, perché, come scritto sopra, lo Stato italiano è il parassita, e la Sardegna è l'ospite, che non muore, certo, ma si indebolisce sempre più.
Liberiamoci dal parassita, dal peggiore dei virus, così potremo davvero cominciare a vivere.

Commenti
Posta un commento